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Come imitare l'effetto antico sulle tue pareti di casa

lunedì 28 settembre 2020

 Qualche settimana fa ho postato nelle stories un progetto fai da te che ho messo a punto interamente da sola in un weekend. 

Di cosa sto parlando? Delle pareti della nostra camera da letto, alle quali ho regalato un meraviglioso effettto wabi sabi, o se vogliamo "raw".

In soldoni, le ho trasformate facendole sembrare le mura di una vecchia casa in disuso. 

Ho preso ispirazione dalla cantina di un palazzo degli anni '20 a me molto caro. Lì il tempo sembra essersi fermato ad un secolo fa e le pareti, serrate da una porta di ferro per la maggior parte del tempo, dopo 100 anni hanno infranto il loro originario candore, rivelando la tinta sabbiata della calce. Inoltre, le mura hanno una sorta di patina polverosa che si sgretola anche solo con una carezza.

Questo progetto è stato una sfida con me stessa. Non ero sicura di avere le capacità e le conoscenze necessarie per realizzare un buon lavoro (non dipingevo una parete da quando avevo 14 anni), ma prima di iniziare, il bagaglio di ispirazione che avevo riempito nei giorni precedenti al DIY, mi ha fornito la determinazione giusta per portare a termine il mio obiettivo!

Il mio primo intento era quello di realizzare un effetto quanto più vicino possibile a quello autentico dell'invecchiamento delle pareti. 

Pertanto ho "studiato" la conformazione cromatica delle mura (davvero) centenarie radunandone un pò nella mia bacheca Pinterest dedicata alle pareti.

Ho delineato quindi i caratteri più interessanti che elenco qui di seguito (così che tu abbia già la strada spianata!) :

- un colore di fondo non del tutto uniforme, che ha la texture gessossa dei vecchi intonaci a calce 

- una patina velata. di uno o due colori, in contrasto rispetto alla base che si sovrappone alla tinta di fondo nei seguenti modi:

  1.  chiazze in cui la patina è fitta (tanto da sembrare cemento) e copre del tutto il colore di fondo. 
  2.  maculature di diversa intensità che visivamente risultano come un'alternanza tra il colore della patina e il colore di fondo
  3. una velatura leggera e costante che riveste delicatamente tutta la porzione di muro interessata dall'invecchiamento

Qui di seguito trovi il procedimento da seguire per creare, senza l'aiuto di professionisti, una parete del genere in casa tua.

Per prima cosa hai bisogno di due pitture differenti: il colore di fondo e quello per realizzare la patina.

Io ho utilizzato due prodotti del brand "Autentico", pensati proprio per questa tecnica. 

IL COLORE DI FONDO - EFFETTO LIMEWASH


La prima cosa da fare per realizzare una parete anticata è preparare la parete. Borda con attenzione i contorni ed i battiscopa con un nastro adesivo di carta. Se le pareti sono già pitturate sarebbe bene applicare una mano di primer. 

Per la base della parete scegli un colore di fondo. Potrai in seguito decidere se lasciarlo dominare o se far prevalere il colore della patina.

Io ho utilizzato Autentico Venice, una vernice pigmentata a base di calce che lascia un meraviglioso effetto super matt e vellutato sulle pareti. Una goduria per gli occhi! Inoltre la sua particolare composizione la rende isolante, resistente a polvere, muffe e parassiti e a prova di sbalzi termici. La calce è tanto resistente da essere utilizzata (ancora oggi) anche per verniciare le facciate esterne degli edifici.

Se non hai esperienza con pennelli e pittura, puoi sostituire questo prodotto con uno della linea Velvet o Vintage. In questo modo potrai anche saltare il passaggio del primer!

Una volta applicata la base, possiamo aprire il nostro barattolo di vernice, mescolarlo a lungo e iniziare a pitturare!

Per la base della mia parete ho realizzato quello che si chiama effetto limewash e che ha come risultato una stesura movimentata, ma discreta, senza tempo e sofisticata. 

Si procede stendendo la vernice a con un pennello. Se questo fa fatica a scorrere si può bagnare leggermente e strizzare moooolto bene. Non è necessario diluire il prodotto, ma se vuoi farlo, ricordati di non farlo direttamente nella latta, altrimenti, non potrai conservare la pittura che ti avanzerà (muffirebbe).

Per realizzare l'effetto limewash intingi il pennello nella latta e lavora in modo spedito con delle pennellate incrociate. Per questa pittura non valgono le regole base che siamo abituati a rispettare.Se vuoi correggere delle imperfezioni, non aspettare che il prodotto asciughi, ma fallo subito. In alternativa, procedendo in seguito sull'asciutto, la nuova pennellata risulterebbe più scura rispetto al primo strato di vernice!

Un'altra cosa che non devi fare è, per lo stesso principio, contornare la parete prima di dipingere la parte centrale. Dovrai muoverti con pennellate disinvolte e "spensierate" anche nelle zone di congiunzione tra pareti.

Il fatto è che il tuo muro memorizzerà ognuno dei tuoi movimenti per poi riproporteli una volta asciutto. Dunque, la chiave per non ottenere un effetto costruito è proprio la naturalezza dei movimenti. 

Il segreto per una parete limewash impeccabile? Libera la mente e disegna delle V procedendo, a polso sciolto, dall'alto verso il basso. 

Io ho applicato un'unica mano di Autentico Venice. La pittura è molto coprente!

Se l'effetto ti soddisfa puoi fermarti a questo step. Avrai già una stupenda parete eye-catching!


LA PATINA E LE TECNICHE

La patina si realizza con una sorta di vernice collosa, che assomiglia molto ad uno stucco. Si stende a pennello, ma avrai bisogno anche di una spatola!

Quando ho sentito menzionare la spatola e lo stucco, io ho avuto un sussulto. In realtà, non ho trovato nessuna difficoltà nella stesura di questo prodotto. 

Mi sono servita di Autentico Volterra, una vernice a base di gesso che lascia un effetto materico e lievemente glossy sul supporto su cui è steso. La resa estetica è simile a quella del cemento o della resina. 



Per stenderla devi avere le idee abbastanza chiare. 

Vuoi far prevalere il colore di fondo o quello della patina? In quali punti vuoi che prevalga l'uno o l'altro? Pensa a come contrasterebbero l'uno o l'atro con i mobili ed i complementi che sono appoggiati contro le mura della tua stanza. 

Ecco 2 tecniche testate dalla sottoscritta .

- Le chiazze di colore



Con Autentico Volterra puoi creare macchie di un colore in contrasto sulle pareti. Puoi immaginare che queste siano il risultato di ripezzature effettuate negli anni sulla tua "parete d'epoca" oppure che siano il risultato delle modifiche che lo scorrere del tempo ha naturalmente apportato alla vernice originaria della stanza. 

Per il primo caso, puoi rappresentare sulla tua parete le ripezzature lasciate da ipotetiche tracce di cavi elettrici o di tubi idraulici. Per riprodurre le corrosioni del tempo, invece, puoi realizzare chiazze dai contorni morbidi nelle zone che effettivamente si rovinano più facilmente (attorno agli stipiti di una porta, negli angoli o nella parte alta delle pareti).

Altri interessanti elementi di contrasto che puoi inserire sulle tue pareti sono boiserie, sagome di vecchie aperture (come porte o finestre) o battiscopa di colore alti almeno 20 cm.

Per ottenere chiazze di colore è necessario procedere con il pennello piuttosto carico con pennellate piccole che si susseguano in direzioni opposte, come per l'effetto limewash. La tinta della vernice bagnata è molto diversa da quella della vernice asciutta. Quando il colore inizia a cambiare è il momento di utilizzare la spatola per creare gli effetti che più desideri. Si inizia passando la spatola sulla superficie dipinta per eliminare eventuali grumi e per cancellare le tracce delle pennellate. Fatto ciò, puoi sbizzarrirti creando incisioni per imitare le screpolature tipiche dei vecchi strati di vernice.

Quando la vernice è interamente asciutta, ripassa la spatola sulla parte trattata con Volterra fino a far manifestare una meravigliosa sfumatura satinata. 

Per rappresentare gli elementi di cui sopra facendoli sembrare il più naturale possibile puoi sfumare i contorni con la tecnica che segue.

- La patina velata.

Questa tecnica ti permette di lasciare a vista il colore di fondo, annebbiandolo con un velo di patina. Puoi mettere in pratica questo metodo nelle zone in cui vuoi far prevalere il colore di fondo. Ti consente di creare un delicato effetto vintage, interrotto da piccole chiazze nella tinta della patina.



Sporca (è importante che il pennello sia scarico) di vernice le setole del pennello per tutta la loro altezza. Avvicina il pennello alla parete e muoviti, accarezzandola lievemente, in modo disordinato tenendo il pennello di piatto, verticalmente. Non sarà la punta del pennello ad appoggiarsi sul muro, bensì la sua faccia. Sposta il pennello lungo la parete con movimenti circolari o diagonali, leggeri e diffusi. L'obiettivo è non far percepire le pennellate e lasciare solo un velo di colore. Se muovendoti con il pennello hai lasciato delle piccole maculature qua e là, puoi renderle semilucide una volta asciutte (dopo circa 8 ore). Ti basterà passarci sopra la spatola!


Per realizzare queste caratteristiche pareti ho utilizzato i prodotti Autentico in vendita su Mobiliperpassione.it

In particolare ho utilizzato Autentico Venice nel colore Dried Moss per la base e Autentico Volterra nel colore Bath Stone per la patina. 

Puoi trovare tutto il procedimento nei video che ho girato durante il weekend in cui ho cambiato aspetto alla nostra camera!


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Come ho trasformato il mio pollice da nero a verde - Tips and tricks per piante in casa

giovedì 10 settembre 2020

La mia dieffenbachia, quanto ne ero orgogliosa. Le davo attenzioni e cure in quantità, ma lei un giorno è morta, spappolata, senza che io ne capissi il perchè.

Dopo la bellezza di un lustro, sono finalmente riuscita a trovare la causa della morte della mia dieffenbachia, che è solo una delle copiose vittime green mietute dalla sottoscritta negli ultimi anni.

Da quando ci siamo definitivamente trasferiti alla Casetta, ho ricominciato a guardare con gli occhi a cuore le piante dal fioraio. Il mio istinto coscienzioso, però, ha esitato un po'. Temevo di portare a casa una bella pianta e di ridurla poi in poltiglia qualche mese dopo. 
Poi però, durante il lockdown, mi sono imbattuta in un delizioso ficus elastica, che si era ritrovato quasi completamente solo al supermercato. Temevo che sarebbe morto lì se non l'avessi comprato ed io, quindi, me lo sono portato a casa, con la promessa di prendermene cura. E questa volta seriamente.


Devo dire che l'inizio non è stato dei migliori, in quanto ho commesso - di nuovo - lo stesso errore che aveva ucciso tutte le mie piante precedenti. L'ho innaffiato troppo. Lo facevo solo di Lunedì, senza però badare alle richieste della pianta.

Ho iniziato a documentarmi e a gridare aiuto agli esperti affinchè salvassero la mia rubber plant. Con il loro prezioso aiuto e le mie letture, ora posso dire di avere un quadro della situazione piuttosto chiaro. Inoltre il ficus si è ripreso e ha lasciato spuntare nuove foglioline.

Questa necessaria premessa è solo un preambolo per incoraggiarti a non mollare se il tuo pollice è nero. Segui questi preziosi suggerimenti che ho raccolto in questi mesi di "studio" e smetterai di uccidere le tue piante.


- Scegli la posizione giusta per la tua pianta


Quando ci innamoriamo di una pianta tendiamo a collocarla, con l'immaginazione, in un angolino specifico della nostra casa. Magari un punto in cui "manca qualcosa" che vorrremmo riempire con un elemento che si sviluppa in altezza. 
Può succedere di tornare a casa dal vivaio con una nuova pianta e non avere la più pallida idea di dove collocarla nel nostro spazio abitativo.

La realtà è che ogni pianta, ha esigenze "biologiche" di luce e di umidità diverse. Queste caratteristiche dipendono dalla sua appartenenza geografica e dal modo in cui cresce in natura.
Lo sapevi, ad esempio, che molte delle nostre piante d'appartamento sono epifite? Questo significa che crescono su altre piante, senza influire minimamente sul loro sostentamento. Spesso le epifite, sono anche quelle più "clementi" dal punto di vista del bisogno di luce, proprio perchè, in natura, i raggi del sole gli arrivano filtrati dalla chioma delle piante che le sorreggono.

Non possiamo permetterci, quindi, di innamorarci di una pianta e portarla a casa senza assicurarci prima di avere l'angolino giusto per farla di crescere sana e forte.
Piuttosto, sarebbe bene prima selezionare un posto in cui si vorrebbe inserire un tocco green e poi decidere quale pianta prendere. Basta incrociare i dati di ore di luce ed umidità del tuo spazio con le analoghe esigenze di una pianta per capire se starebbe bene o meno a casa tua.

Non ti scoraggiare se non puoi mettere la Monstera Deliciosa in quell'angolo quasi buio della tua casa, perchè non svilupperebbe mai e poi mai le sue bellissime forature fogliari, con quella esposizione.
Non dimenticare che il catalogo botanico della Natura è infinito, quindi, con un po' di ricerca, riuscirai a trovare la pianta meravigliosa per il tuo spazio domestico.


Il segreto per sapere sempre quando innaffiare


Per pulire ed innaffiare le piante è sempre preferibile acqua non calcarea. Abbiamo acquistato su Amazon un pratico depuratore. Una brocca che filtra l'acqua del rubinetto e la rende pronta per essere bevuta, da noi e dalle nostre piante! 

Il cruccio di tutti plant lovers alle prime armi riguarda l'innaffiatura.
Il primo punto da chiarire è che l'amore che proviamo per le nostre bambine verdi non va dimostrato in acqua. Il rischio maggiore che si corre sbagliando le innaffiature è proprio la sovrabbondanza che può portare al più temuto dei mali: il marciume radicale.
Un metodo infallibile ed elementare per non incappare in questo rischio irreversibile è il metodo del dito. In soldoni, ogni qualvolta abbiamo la "tentazione" di innaffiare la nostra pianta dobbiamo semplicente infilare un dito nel terriccio e scendere di 3-4 cm in profondità.
Se troviamo la terra umida è segno che la nostra pianta non necessita di acqua, al contrario, se anche in profondità il terriccio è completamente asciutto, possiamo procedere con una nuova innaffiatura.
Questo metodo vale per tutte le piante da interno: dalle succulente a quelle che amano un substrato sempre umido. 


Se non ti fidi della percezione del tuo dito e vuoi una prova certa che il terriccio sia pronto per una nuova innaffiatura, puoi munirti di un misuratore di umidità. Io ne ho preso uno che controlla anche l'esposizione ed il ph della terra. Funziona così: si inseriscono le sonde nel terreno, scendendo in profondità e poi si osserva l'indicatore. Se il terreno è ancora umido, la tua pianta non ha bisogno di acqua. 

La regola di innaffiare ogni tot giorni non è valida, se non si prendono in considerazione le condizioni ambientali e le reali condizioni del terriccio. 
Se impari a dosare le innaffiature (e con questo trucchetto riuscirai di sicuro!) sei già in testa alla scalata per la conquista del pollice verde!

La scelta del vaso


Dobbiamo immaginare che il vaso sia la casa della nostra piantina e non soltanto il suo involucro. La scelta del vaso non è, quindi, solo una questione estetica, anzi!
Lo sapevi, ad esempio che i vasi di coltivazione di plastica, quelli in cui troviamo le piantine al momento dell'acquisto, mantengono l'umidità molto meglio di come fanno quelli in ceramica o in terracotta?
Quando portiamo a casa una nuova pianta, sarebbe bene non travasarla subito. Subirebbe un grande trauma, che si andrebbe a sommare a quello dello spostamento dal vivaio/negozio alla tua casa, che ha condizioni di luce, temperatura e umidità completamente diverse.
Se, quindi, il vaso di coltivazione non ti piace (chi vorrebbe un vaso di coltivazione in bella vista sul mobile più cool della casa?), mantieni lì la tua pianta e inserisci il vaso in un bel cachepot.

Un elemento che in un vaso non deve mai mancare è il foro di drenaggio. Il foro di drenaggio (quel buchino posto sulla base dei vasi) fa sì che durante un innaffiatura, l'acqua in eccesso possa fuoriuscire. Se non ci fosse il foro di drenaggio, l'acqua ristagnerebbe sul fondo del vaso compattando la terra e affogando le radici. La pianta così, sarebbe ben presto condannata a morte certa.

A tal proposito non posso non menzionare il sottovaso. Il sottovaso, come il cachepot, serve a preservare il pavimento o la base su cui il vaso è poggiato. L'acqua che ricade nel sottovaso (o nel cachepot) va sempre svuotata repentinamente, per gli stessi motivi di cui sopra.
Un'altra funzione del sottovaso è quella di contenere una manciata di ciottoli e poca acqua, per garantire una buona umidità alle piante che ne richiedono un alto tasso, come ad esempio le calathee.

Quando vedrai le radici della tua pianta spuntare fuori dai fori del tuo vaso da coltivazione, sarà il momento del rinvaso. Ricorda che il rinvaso è un evento traumatico per la pianta, quindi sarebbe bene non eccedere con i passaggi da un vaso all'altro. 
Ogni volta che avrai intenzione di aumentare le dimensioni del tuo vaso, non dovrai mai eccedere. Piuttosto, scegli un vaso di soli 2-3 cm di diametro maggiore rispetto al precedente.


Il cibo delle piante


Per crescere sane e rigogliose, le piante hanno bisogno di cibo, oltre che di acqua. 
Il cibo delle piante è il concime, il quale contiene le sostanze nutritive imprescindibili per la salute delle piante.
Le nostre piante da interno hanno solo una piccola porzione di terreno a disposizione, rispetto a quelle che vivono in piena terra. Di conseguenza il loro apporto di fosforo, potassio e azoto è limitato. Per questa ragione è molto importante alimentare il terriccio con del concime.
Il rischio della mancata concimazione è che la nostra pianta vada incontro a carenze nutritive che ne comporterebbero un indebolimento. Le foglie, così, crescerebbero in maniera anomala e sarebbe una preda facile per i pericolosi parassiti delle piante.

In commercio esistono due tipi di concime: liquido e granulare.
Quello granulare va cosparso in piccole quantità sulla superficie del terriccio, rilascia lentamente le sue sostanze e si attiva con l'innaffiatura. Se scegli un concime granulare, ricorda di non eccedere, altrimenti la pianta si brucerebbe. Piuttosto, cospargilo con un cucchiaino, diminuendo le dosi riportate in etichetta. Basta utilizzarlo solo un paio di volte all'anno per garantire un buon approvigionamento alle tue piantine.

Di più semplice utilizzo è, invece, il concime liquido. Quest'ultimo va semplicemente disciolto nell'acqua dell'innaffiatoio (seguendo la proporzione riportata in etichetta). Al contrario del concime granulare, ogni somministrazione è di veloce assorbimento e, pertanto, è necessario ripetere la concimazione in maniera graduale in tutto il periodo vegetativo della pianta, quello, insomma, che va dalla primavera all'estate.

Non concimare mai le tue piante se sono malate o se le hai appena acquistate. La concimazione sarebbe un trauma in entrambi i casi.

Ascolta le tue piante


Ho voluto lasciare il consigio numero uno per la fine di questo post. Il segreto per avere sempre piante sane e robuste è principalmente uno solo: imparare a captare i segnali che le nostre piante ci inviano.
No, non sto farneticando. Le piante i segnali possono inviarli e come, con la loro gestualità.
Le piante infatti sono in grado di muoversi e di cambiare posizione, sanno mettersi, da sole, in modalità "risparmio energetico", sanno cambiare colore e consistenza e sono in grado di rinascere dalle loro ceneri. In sostanza, il messaggio che intendo far passare è che quando abbiamo a che fare con questi capricciosi esserini verdi, dobbiamo ricordare che si tratta di forme di vita. Come tali, queste possono farci intuire le loro esigenze mutando il loro aspetto. Sta a noi, interpretare i loro segni!

Ad esempio, se la pianta appare un po' inclinata in avanti, triste e sofferente, probabilmente le sue esigenze riguardano l'acqua (troppa, o troppo poca).
Se, invece, la tua succulenta tira su in men che non si dica un figlioletto (troppo) alto ed estremamente chiaro rispetto alla mamma, forse la pianta necessita di un'esposizione maggiore alla luce.
Se hai messo la tua pianta da interni in balcone e improvvisamente le foglie sviluppano chiazze marroni, può darsi che i raggi solari abbiano bruciato le sue foglie.

Se ascolti le tue piante, e provvedi a renderle felici, queste ti ripagheranno con nuove foglie, fiori e tanta aria pulita, anche indoor!

Come costruire uno "Knoppbräda"(l'appendino in legno in stile scandinavo)

mercoledì 29 luglio 2020


L'appendino più instagrammato del momento è arrivato alla Casetta. Sto parlando della classica rack in legno naturale, che noi amanti dello stile scandinavo abbiamo bramato ed invidiato a tutte le abitazioni nordiche più famose del web.

Il suo nome svedese è "Knoppbräda".



Il più quotato è quello firmato Iris Hantverk, in vendita su Amazon e nei principali negozi di arredi ed accessori in stile scandinavo.
I suoi punti di forza sono la  semplicità e la durabilità. Infatti, è composto da un listello di legno, generalmente di betulla, al quale sono fissati dei pomelli cilindrici dello stesso materiale. Un portaoggetti tanto semplice quanto adorabile, che ho desiderato per la prima volta imbattendomi nella sublime cucina di Nina Plummer (Ingredients LDN).


In cucina, avevo bisogno di ganci per esporre ed organizzare alcuni oggetti che non sapevo dove altro collocare. Ho scelto di caratterizzare e, allo stesso tempo utilizzare la parete del caminetto installando una di queste meraviglie! Ho fabbricato con le mie mani il mio Knoppbräda e ne sono molto fiera!

Costruire uno Knoppbräda è semplicissimo. 


Basta munirsi di:

- un trapano
- un listello di abete piallato su entrambi i lati
- dei cilindri di legno dello spessore di 200 mm
- un seghetto 
- delle viti a testa piatta
- dei tasselli
- un metro
- una matita
- della carta abrasiva


Ho ricavato da ogni cilindro dei piccoli pomelli di 3 cm ciascuno, servendomi del seghetto. Ho carteggiato leggermente le basi delle manopole così ottenute. In seguito, con chiodo e martello, ho creato un forellino (profondo solo 2/3 mm) su una faccia di ogni pomello.
Ho regolato la lunghezza del listello di legno, in base a quella della mia parete ed ho carteggiato i bordi tagliati, fino a renderli lisci.

Per bucare il legno ho usato le viti stesse. Con l'avvitatore, ho lasciato che la punta di ogni vite trapassasse il listello di legno da parte a parte. Una volta trapassato il legno, mi sono fermata, prima che la vite entrasse completamente. Ho avvitato manualmente il pomello sulla punta della vite, ruotandolo in senso orario. Mantenendo il pomello ruotato, ho terminato l'avvitatura con il trapano.
Ho ripetuto l'operazione per ogni manopola, mantenendo una distanza tra l'una e la successiva, di 10 cm.


Sono molto soddisfatta di come appare il nostro camino ora. La parete spiovente ha, ora, una nuova veste estetica, ed una comoda funzionalità! Mi piace che copra tutta la lunghezza della parete del camino ed apprezzo moltissimo il fatto di poter tenere a vista gli oggettii che meritano un posto in prima fila in cucina,

Ho collocato sul mio Knoppbräda utensili in metallo alternati ad accessori in materiali naturali come il legno, la pelle e i vimini.

Ho sfuttato anche la modesta profondità del mio appendino per appoggiare un quadro astratto al di sopra della sua struttura.

Io sono super felice di aver messo in pratica questo DIY. E tu, cosa ne pensi?


UPDATE DEL LIVING CON LA GALLERY WALL FIRMATA POSTERSTORE

lunedì 13 luglio 2020

L’avevo preannunciato: le pareti della Casetta avrebbero presto subìto un update! Sono rimasta fedele a questa affermazione. Questa settimana la parete all'ingresso, quella alle spalle del divano, ha drasticamente cambiato aspetto. Il merito è dei nostri nuovi meravigliosi poster a tema naturale, firmati Poster Store!


La porzione di muro che sovrasta il divano è ora tappezzata da immagini fresche, delicate ed appaganti che trasmettono un senso di pace e serenità. La stanza ha radicalmente cambiato aspetto e noi siamo super soddisfatti di questa metamorfosi. 



Ho sempre sognato una gallery wall ed ero certa che dopo la ristrutturazione, almeno una delle pareti della Casetta sarebbe stata “infestata” da rappresentazioni evocative. La scelta dei soggetti non è stata affatto casuale. Il poster più piccino vede protagoniste le rondini che ogni mattina ci svegliano con il loro ciacolare, quando il sole è ancora all'orizzonte. Ci sono, poi, due paesaggi, legati ai nostri luoghi del cuore, che si distinguono per le loro tonalità bluastre. Si tratta di uno scorcio marittimo con un mare calmo sullo sfondo (io sono nata sul mare, e vivo male se non lo vedo) e di uno scenario annebbiato delle montagne svizzere, il posto in cui la mia dolce metà ha mosso i primi passi da bambino. Le stampe più grandi sono dedicate a due dettagli macroscopici di elementi naturali (avresti mai pensato che quel motivo plissè nella cornice più grande appartiene ad un fungo?). Infine,  c'è un’illustrazione di cui mi sono innamorata al primo sguardo: io ci vedo un percorso, di cui non si conosce né la fine né il principio. Mi ricorda di godermi il presente. 



La scelta è stata frutto di una ricerca pensata e studiata a fondo! Poster Store ha una gamma inesauribile di poster (di ispirazione scandinava😍), che ho esaminato con attenzione. Per facilitarmi il lavoro ho utilizzato i filtri presenti sul sito, che classificano i poster in base a dimensioni, tema, colore e categoria. In questo modo sono riuscita a selezionare velocemente una quantità ragionevole di immagini adatte al mio soggiorno, dalle quali, poi ho scelto le mie sei preferite. Sei, solo per via dello spazio limitato che ho a disposizione. Sono certa, che se avessi avuto una parete di 12 m x 4 m, avrei ordinato come minimo mezzo catalogo. 



Per abbinare i soggetti e comporre la gallery, inizialmente, mi sono lasciata ispirare dalle meravigliose fotografie di interni in stile scandinavo presenti sul sito, un vero piacere per gli occhi. Il bello è che puoi anche acquistare a blocco le gallery presenti negli allestimenti delle foto, se ti piacciono così come sono!  



Volevo una decorazione da parete visivamente leggera, ma, allo stesso tempo, impattante. Nulla di perfetto o di estremamente regolare, piuttosto un allestimento fresco e semplice. Proprio per queste ragioni ho deciso di non mantenere lo stesso colore per tutte le cornici. Quindi ho alternato il bianco con il legno naturale, per accompagnare il tema spensierato e libero della “storia” raccontata dai soggetti dei poster. 
Una volta ricevuta a casa la mia galleria d’arte, ho potuto toccare con mano la qualità delle cornici e dei poster da parete, stampati su carta robusta e di prima scelta (certificata FSC e Nordic Swan, quindi eco-friendly!). Una caratteristica che ho molto apprezzato è l’assenza del vetro sulle cornici, il quale è stato sostituito con del plexiglass. Questo per me è sinonimo di durabilità, considerando il mio essere spropositatamente maldestra (il vetro non sarebbe durato più di due giorni nelle mie mani).



Nella decorazione d’interni, una gallery wall è un modo semplice per rendere una parete un punto focale della stanza. Una soluzione scenografica che puoi utilizzare se la tua stanza non ha particolari elementi architettonici da mettere in rilievo. Io ho fatto esattamente questo con il soggiorno, una delle poche stanze della casa a non avere pietre a vista o volte degne di nota. 

Ora stai scandagliando ogni muro per decidere quale sia il più adatto per ospitare una galleria a parete, non è così? Ho una buona notizia per te! Puoi approfittare di un buono sconto del 30% da utilizzare su tutti i poster di Poster Store*! Ti basterà inserire CHICCACASA30 nella sezione “codice sconto” al momento del pagamento. 
Corri a scegliere la tua personale selezione ed affrettati! Il buono ha validità solo se lo utilizzi entro il 20 di Luglio. 


P.S. Ogni martedì, lo shop si riempie di nuove stampe!! 💞

*eccetto quelli della categoria Selection


Styling and pics by Federica Del Borrello - ChiccaCasa
Gallery gifted by PosterStore

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